SOGNO
Sono su un’isola tropicale, su una duna di sabbia. È un bellissimo giorno. Il sole splende, il cielo è così azzurro, con solo alcune piccole nuvole bianche. Sull’orizzonte, il mare riflette il blu del cielo, sebbene più vicino della spiaggia sia un bell’acquamarino. La sabbia è bianca pura. Ci sono alcune palme sulla spiaggia. Tutto è perfettamente tranquillo, calmo; il solo rumore è il suono malinconico dei gabbiani.
Alla mia sinistra ci sono alcuni scalini che si portano giù alla spiaggia, in totale dieci scalini. Io vado agli scalini e scendo lentamente, perché non c’è nessuna fretta. Poi io attraverso la spiaggia, i miei piedi sprofondano un po’ nella sabbia. Mi sento il calore della sabbia finché non sono al margine del mare. Qui la sabbia è più fredda e posso sentirmi le onde come turbinano attorno alle mie caviglie. Sto in piedi un lungo momento, come guardo al mare. Riesco a vedere le vele dei panfili contro l’orizzonte, solo due o tre. Sembra come io sia la sola persona nel mondo. Le piccole onde turbinano ancora attorno alle mie caviglie. Non mi sono mai sentito una tale pace. È come un paradiso. Potrei rimanere qui tutta la vita, non c’è niente che mi mancarebbe. Oppure, perlomeno, è come sembra!
Le palme sono solo a quattro passi da me e io noto che c’è un’amaca che appende in mezzo a due di loro. Cammino all’amaca e mi stendo in essa. Sarebbe bello dormire un po’, qui in questo paradiso, con nient’altro a disturbarmi. Nessuno può prendermi contatto qui, nessuno sa che sono qui, nessuno in tutto il mondo. Sono solo……….
«Pietro, Pietro, ecco il tuo tè. Pietro, vieni, svegli. Ecco il tuo tè.»
«Che? Che cos’è? Ciao, cara. Grazie per il tè. O, Dio mio, che sogno! Tutto era solo un sogno? Non ci credo, sembrava così vero, così bello. Solo un sogno.»
La questione è, però, è stato un sogno o no?
Peter Head
Maggio 2003
Rev: Agosto 2010
